14 mar 2018

Alimenti surgelati Bofrost: praticità e qualità in freezer



Per quanto ami cucinare, non ho mai nascosto di essere una cuoca dilettante. Per questo motivo, unito alla mancanza di tempo che ci fa essere sempre di corsa, l’idea di contare su qualche aiuto in cucina non mi imbarazza affatto.

Alcune ricette infatti richiedono lunghi tempi di preparazione e tanta pazienza! Ad esempio, per l’autoproduzione di lievito madre, formaggio, yogurt e altre mille cose, che guardo con ammirazione (e invidia) negli altri blog, talvolta mi servo anche di miscele e preparati. Si risparmia un sacco di tempo e, in fondo, il fatto di farvi ricorso di tanto in tanto, non toglie niente alla mia capacità, quando ne ho modo di partire da zero.

Sicuramente tutti conoscete il marchio Bofrost, l’azienda fondata più di 50 anni fa che porta a domicilio alimenti surgelati di qualità. Magari qualcuno si lascia già coccolare dalle mille prelibatezze che propone, anche perché molte aziende stipulano una convenzione di fornitura per la mensa… Sia che siate clienti privati o business, avrete già avuto modo di testare l’alta qualità delle sue proposte, dai “cibi pronti da cuocere” ai prodotti non ricettati e le basi da cui partire per realizzare qualcosa di più personale ed elaborato.

I primi piatti sono indubbiamente molto noti, sia per il vasto assortimento, che permette di spaziare tra leggerezza e golosità, sia per la praticità: pochi minuti nel microonde, senza nemmeno bisogno di aprire la confezione - con tutte le “sporchevoli” conseguenze che ciò comporta :p - ed ecco pronta una porzione di lasagne fumanti. Da toscana, non ho potuto che apprezzare in particolare le buonissime lasagne surgelate a base di cavolo nero e ricotta. Un’idea bellissima peraltro, che, in stagione, voglio provare a preparare anche in casa.

Molto comodi da preparare sempre previa cottura al microonde anche i filetti di merluzzo surgelato o altre tipologie di pescato. E’ così che ho scoperto l’esistenza della tilapia, che ho consumato nella versione panata: un’ottima alternativa, poco calorica e gustosa, alla solita fettina.
Per quanto riguarda contorni e verdure surgelate, anche se cerco di comprarle sempre fresche, è inevitabile che vivendo da sola, per avere un minimo di varietà, debba ricorrere al freezer. Talvolta me la cavo comprando ortaggi in quantità industriale, porzionandoli e poi congelandoli. Altre volte cedo alla praticità dei prodotti in “busta”, categoria per la quale Bofrost propone un’ampia scelta. A me piace molto il mix per wok, un coloratissimo contorno surgelato da spadellare allegramente, che può diventare anche il punto di partenza per una pietanza un po’ più ricca, mi vengono in mente dei noodles o del tofu saporito.

Per i più golosi, non mancano gli sfizi: ricche panature, crocchette e ripieni filanti per i medaglioni, da friggere o passare brevemente al forno. Li ho trovati particolarmente simpatici per le loro dimensioni ridotte, che li rendono perfetti da sgranocchiare davanti alla televisione, la mia versione preferita è quella con ripieno a base di prosciutto e mozzarella.

Quanto ai dessert li trovo decisamente al livello di quelli di alta pasticceria, sia per le magnifiche presentazioni, sia in quanto a gusto. Normalmente non sono un’appassionata di questo frutto, ma la versione proposta da Bofrost per questo gelato all’amarena è deliziosa per la presenza di croccanti scaglie di cioccolato, che ne ricoprono anche l’intera superficie, formando un curioso “guscio” da rompere per svelare un affascinante segreto.

Cavolfiore Arrostito alle Acciughe


Il cavolfiore arrosto viene spacciato sul web come “bistecca vegana”, un’espressione che appartiene a quella categoria di definizioni commerciali un po’ ruffiane, tipo “veggie burger”, “carbonara senza pancetta, senza pecorino e senza uova”, di cui non comprendo molto il senso, dato che ritengo che chi sceglie un’alimentazione priva di proteine animali lo faccia per motivazioni salutiste ed etiche talmente alte e ponderate da non avere bisogno di raccontarsela, mentre noi onnivori non ci facciamo certo incantare dall’uso di un termine normalmente legato alla presenza di carne.
Peraltro, dubito che potrei saziarmi mangiando 200 gr di cavolfiore, quindi considero queste “bistecche” più che altro un contorno, da insaporire abbondantemente e che si sposa molto con il pesce. Talvolta lo propongo anche in versione orientale, utilizzando una buona quantità di spezie, in ogni caso è un’ottima idea per consumare quest’ortaggio in forma più digeribile e gustosa che non cotto a vapore.


Ingredienti:





Procedimento:
Elimina le foglie dei cavolfiori e ricava da ciascuna delle parti centrali due fette spesse circa 2 cm.
(Ovviamente, foglie, torsolo e parti esterne non si buttano, possono servire per un minestrone o una vellutata).

Cospargi le “fette” con sale, pepe e olio e infornale a 180° per 10 minuti. Trascorso questo tempo, girale e condiscile anche dall’altro l’altro lato, aggiungendo anche le acciughe (io le ho lasciate intere, ma forse ti conviene tagliarle a pezzi più piccoli). Cuoci per altri 10 minuti e servi calde, accompagnate con del tonno. 


9 mar 2018

Cake Salato con Radicchio Tardivo Caramellato e Gorgonzola Piccante


C’è stato un tempo felice, agli albori dell’era dei foodblog, in cui i cake salati impazzavano. Tutti realizzati sulla stessa ricetta base dell’ormai impolverato libro della Chovancova, li presentavamo come la soluzione ideale per: una cena con ospiti; una cena improvvisata; un buffet per bambini; un buffet per adulti; il pranzo da portare in ufficio; la merenda; la cena sul divano; il picnic di Pasquetta. Se in Italia ci fosse l’usanza dei funeral parties, sono certa che qualcuno avrebbe aggiunto del nero di seppia all’impasto (caviale per i più facoltosi) e sarebbero stati adatti anche a quelli.
La verità è che i cake salati sono semplici da preparare, piuttosto buoni e, dato l’alto contenuto di ingredienti grassi, si conservano molto bene, ma, per lo stesso motivo, il più delle volte non c’è modi di constatarlo perché vanno a ruba prima. 


Ingredienti

Procedimento:
Lava bene il radicchio, elimina il torsolo e taglialo a listarelle: falle stufare in 2 cucchiai di olio di oliva e, quando saranno appassite e avranno reso l’acqua di cottura, aggiungi il miele di castagno. Cuoci finché non comincerà ad addensare e a divenire sciropposo, quindi, fuori dal fuoco spruzza con l’ aceto e mescola bene.
Lascia raffreddare mentre prepari l’impasto: setaccia gli ingredienti in polvere in una terrina capiente; in una seconda sbatti bene le uova, quindi versa il latte e il resto. Rovescia questo composto sulle polveri e amalgama sommariamente, come faresti per preparare dei muffin. Incorpora quindi, il radicchio ormai raffreddato e, molto delicatamente, il gorgonzola ridotto in pezzi di media dimensione.
Distribuisci in uno stampo da plum cake foderato di carta speciale e inforna a 180° per circa 40 minuti, finché non sarà gonfio e dorato.

7 mar 2018

Fudge al Cocco e The Matcha con Glassa al Cacao e Zenzero


La settimana scorsa è stato il mio compleanno e mi piacerebbe raccontarti che qualcuno ha preparato per me una torta di tre piani, al caffè, con farcia di cioccolato bianco, completamente ricoperta di frosting al caramello al burro salato e decorazioni ispirate al the del Cappellaio Matto di Alice.
Ma non è andata così, ci ho dovuto pensare da sola e tutto quello che sono riuscita a mettere insieme è stata l’ennesima variante del mio fudge senza uova e senza latticini, stavolta al cocco.
Oggi così, di poche parole e con una gran sensazione di abbandono addosso


Ingredienti per la torta:


Ingredienti per la glassa:
  • 2 cucchiai di olio di semi di girasole
  • 2 cucchiai di acqua
  • 2 buste di preparato per cioccolata in tazza
  • un cucchiaino di zenzero macinato (Cannamela)

Procedimento:
Setaccia tutti gli ingredienti in polvere e aggiungi quelli liquidi, quindi lavora con un cucchiaio per incorporarli. Versalo in uno stampo da 20 cm di diametro sporcato d’olio e inforna a 180° finché non sarà gonfio e non supererà la prova stuzzicadenti, che, infilzato al centro, dovrà uscirne pulito, anche se leggermente umido.
Lascia raffreddare, prima di sformare, e nel frattempo prepara la glassa: mescola tutti gli ingredienti in una casseruola e cuoci cuocere a fuoco basso fino ad ottenere una consistenza omogenea. Spalmala sul dolce, partendo dal centro e tirandola verso i laterali. 

5 mar 2018

Cocottes di Verza e Cannellini con Cheddar, Salsiccia e Pancetta


Una domenica grigia e piovosa, tanto per cambiare, mi spinge nuovamente alla ricerca di qualcosa di caldo e nutriente, da cucinare, come ormai è diventata mia abitudine, in quantità industriali, per risparmiare tempo e risorse energetiche, stoccare e avere sempre qualcosa di pronto per quando sei così stanca che, piuttosto che fare lo sforzo di pesare e scolare la pasta, da mangiare così in bianco, andresti a letto digiuna.
Cucinare per se stessi è un po’ così, una variabile schizofrenica tra le corvées culinarie, quelle serate in cui l’idea di infornare 3-4 piatti diversi ti sembra un ottimo spunto di relax e, mentre cuociono, apparecchi dignitosamente, e quelle in cui vuoi solo individuare la cosa più semplice da trasportare su per le scale del soppalco (specifico “soppalco” non per fare la radical chic che vive nel loft figo, ma per sottolineare che non si tratta di scale normali, bensì ripide e dotate di gradini su cui si potrebbe salire comodamente solo dopo essersi sottoposte alla fasciatura dei piedi in voga nella Cina prerivoluzionaria) e da mangiare sul letto, senza appesantirsi troppo, perché la cosa più urgente da divorare è un libro.
Questa zuppa è frutto della prima categoria di serate e, personalmente, l’ho trovato molto gradevole da accompagnare con un buon bicchiere di rosso emiliano, niente Lambrusco, stavolta, ma qualcosa di più corposo e strutturato, per fare da spalla alla ricchezza del piatto: io ho scelto un A’S rosso I.G.T. delle Cantine Ceci, da vitigni regionali selezionati, che, già dal colore intenso e venato di granato, suggerisce un’idea di complessità. Impressione confermata dai profumi, in cui la frutta vira più al compostato che non alla croccantezza, e si arricchisce di spezie dolci, con un fondo pungente di chiodo di garofano, che poi si ritrovano in bocca, dove colpiscono la gradevole rotondità e il tannino bilanciato. 



Ingredienti:
  • 1 cipolla
  • 25 gr di burro
  • olio di semi di girasole o di arachidi
  • un dado (CamoscioBalena)
  • 100 gr di pancetta affumicata
  • 2 salsicce
  • una verza
  • un vasetto di fagioli cannellini (Coop Campo)
  • 12 fette di pan carré
  • 12 fette di cheddar

Procedimento:
Affetta finemente la cipolla e falla appassire dolcemente e a lungo nel burro, a cui avrai aggiunto un filo d’olio (per alzare il punto di fumo), con il dado, la pancetta dadolata e la salsiccia sbriciolata, per circa 20 minuti, finché non sarà quasi disfatta. Nel frattempo, monda la verza elimina le foglie più esterne (che ti serviranno per questa ricetta) e riducila a listarelle. Aggiungila al soffritto, falla insaporire per un paio di minuti e unisci i cannellini scolati dal loro liquido di conservazione e due tazze d’acqua. Cuoci coperto per circa 30 minuti dall’ebollizione.
Intanto griglia il pane e disponine 4 fette sul fondo di altrettante cocottes. Ricoprile con il cheddar e con una metà della zuppa. Ripeti l’operazione, creando un altro strato e completa con una terza fetta di pane da toast, sormontata da un’ultima fetta di cheddar.
Inforna a 180° per 10 minuti, il tempo di far fondere il formaggio.

23 feb 2018

Chips di Verza al Forno


Un milione di tazze di the e tre confezioni di cortisone fa, in un rigurgito di pazzia avevo invitato a cena i miei genitori. Quasi tutti gli inviti e le proposte che partono da me sono frutto di un momentaneo attacco di epilessia, in cui dimentico che avere ospiti implica tirare a lucido la casa e nutrirli adeguatamente… pulire, cucinare, cose che faccio normalmente, ma che lo spettro del giudizio di terze parti rende ansiogene. Persino se si tratta dei miei genitori. Invidio moltissimo le persone che adorano circondarsi di commensali e considerano cucinare per loro un atto d’amore, io riesco solo a sentirmi sul banco degli imputati. Se filerà tutto liscio, passerò l’esame sotto silenzio e sopravvivrò, in caso contrario scatterà l’ostracismo.
Ciò detto, non suonerà strano che la mia unica frequentazione assidua sia quella con l’analista e, probabilmente, sapendo di procurarmi cotanta angoscia, anche le poche persone con cui mi vedo, smetteranno di contattarmi, per non farmi finire alla neuro.


In ogni modo, la consapevolezza che niente mi procurerà una menzione d’onore, mi ha permesso, negli anni, di lasciar perdere il finger food , le verrines stratificate da levigare alla perfezione, le cipolle glassate all’idromele e i cupcakes sormontati di cheese frosting arcobaleno. Mi avvicino sempre più alle ricette robuste, nutrienti, economiche, fiduciosa che qualche candela sparsa per il salotto, la giusta mise en place e un calice di bollicine ben ghiacciate mascherino la pochezza delle mie virtù domestiche.
Le chips di verza sono un ottimo sistema per dare nuova vita alle foglie più coriacee di questo ortaggio, spesso scartate, ma godibilissime se ben condite e arrostite fino a diventare croccanti.
Perfette per un aperitivo leggero, prima di un pasto impegnativo, si accompagnano con un Pignoletto Spumante Quintessenza Medici Ermete, da Grechetto Gentile spumantizzato, dal colore paglierino che vira al verde e dal profumo delicatamente floreale, con qualche deviazione sul fruttato croccante… tutto, insomma, preannuncia al palato una freschezza briosa, certo appropriata a fare da apripista, ma versatile abbastanza da poter accompagnare anche l’intero pasto. 


Ingredienti:
  • le foglie più esterne di una verza
  • sale
  • pepe
  • olio extravergine d’oliva

Procedimento:
Lava le foglie di verza e asciugale bene. Tagliale a listarelle e stendile in un solo strato sul fondo di una pirofila, condiscile con sale, pepe e olio evo e inforna a 180° per 20’.

21 feb 2018

Fudge di Mele allo Zenzero



Questa torta è l’ennesima dimostrazione che non sono una cuoca, né una blogger seria, perché, anziché perdermi a montare le uova con lo zucchero, aggiungere le polveri ben setacciate un cucchiaio alla volta e grattugiare le mele a parte, mi sono limitata a pesare gli ingredienti direttamente nel boccale del robot da cucina, azzerando ogni volta la bilancia, e ad azionare il mixer a velocità di crociera per una decina di minuti, tempo nel quale mi sono dedicata ad altro. Il dubbio che, dietro ai tanti passaggi previsti dalla ricetta originale, ci fosse lo scopo di ottenere un determinato tipo di impasto e che, procedendo diversamente, sarebbe risultato tutt’altro, ovviamente mi è venuto, ma non mi è sembrato che il rischio valesse la pena di scegliere un percorso tanto macchinoso.
Seguendo i miei consigli, ti ritroverai con un pezzo di burro aromatizzato alla mela, che in certi momenti, è esattamente quello che ci vuole, altrimenti immagino che sfornerai l’ennesima torta di mele, che va benissimo, ma non adesso. 


Ingredienti:

Procedimento:
Sbatti tutti gli ingredienti, tranne lo zucchero a velo, nel mixer e frulla alla massima potenza, finché non avrai ottenuto un composto fluido ed omogeneo. Versa in uno stampo da 26 cm di diametro leggermente sporcato d’olio e inforna a 180° per circa 40’.
Una volta raffreddato spolvera di zucchero a velo.